10.18.05
L’inferno (p0rn version)
Premessa: Queste informazioni sono state dettate testualmente da un docente di letteratura di Liceo Scientifico, tutti i riferimenti di ambito sessuale sono del tutto fonti che gli appartengono.
Chi non conosce la “Divina Commedia”, l’opera italiana per antonomasia, testo molto ricco e molto letto ma allo stesso tempo odiato da coloro che, non apprezzando il genere (e parlo soprattutto dei giovani liceali), si limitano a studiarlo come materia scolastica.
Oggi voglio però proporre una versione alquanto maliziosa di uno dei tre mondi ultraterreni: l’Inferno.
Per comodità di spiegazione mi limiterò a dire che questa locazione ha una forma ad imbuto:
Bisogna inoltre sapere che, prima dell’inferno, Dante “si trova in una selva oscura” che funge da copertura e anticamera al mondo sotterraneo.
Ebbene, secondo alcune tesi l’inferno sarebbe la metafora dell’organo femminile (con relativa peluria, la selva oscura), Lucifero, scaraventato con forza da Dio in quelle profondità, è inteso come organo maschile.
Da qui possiamo dedurre la nascita del desiderio sessuale dell’uomo, nato con l’esilio dell’uomo da quel paradiso terrestre che nella Bibbia è chiamato Eden.
Per completare quest’articolo vorrei dire la mia: in effetti questo ragionamento non fa una piega, e anche se ho ricevuto questa “delucidazione” sull’inferno, non mi sento di dargli una grande affidabilità. Fortunatamente l’opera di Dante Alighieri, e soprattutto il mondo infernale, che più di tutti mi ha colpito, è costruito in modo tale da avere sempre un aspetto religioso in primo piano, e difficilmente questo può essere surclassato.